proprietà dell'arnica

Arnica (termine botanico: Arnica montana), è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Asteracee; essa cresce spontaneamente nelle zone montane (è assai diffusa sia in Europa che in Nord America) ed è caratterizzata da un bel fiore dai petali giallo-arancio.

Principali proprietà benefiche

L’arnica è molto utilizzata per i suoi principi antinfiammatori e antidolorifici, per la sua preziosa azione antiedemigena e protettiva sui vasi sanguigni e per la sua capacità di accelerare il processo di guarigione dei traumi a carico dei muscoli e dei tendini (proprio per questo motivo essa è molto diffusa nell’ambito della medicina sportiva).

L’industria farmaceutica, generalmente, utilizza l’arnica per la realizzazione di preparati sotto forma di pomate, gel e unguenti. Tuttavia non mancano quelli in gocce da assumere per via orale, i quali, nella maggior parte dei casi, fungono da:

  1. cardiotonico, ovvero migliorano le performance cardiache;
  2. analgesico, per ridurre il dolore muscolare.

Talora l’assunzione di arnica è consigliata anche in seguito a piccoli interventi chirurgici.

Si tratta in altri termini di una pianta officinale che può essere utilizzata ad ampio raggio, sortendo benefici su una vasta gamma di condizioni morbose.

Controindicazioni

Se utilizzata a livello topico, in alcuni pazienti particolarmente sensibili, essa può provocare una dermatite da contatto. Relativamente al suo utilizzo per via orale, invece, sussistono ancora diversi dubbi.

Essa, infatti, può provocare danni piuttosto seri al fegato, al cuore e alla gola. Proprio per questo motivo se ne raccomanda una assunzione limitata sia relativamente alle dosi che al tempo.

A livello preventivo si sconsiglia la somministrazione di arnica montana:

  1. ai pazienti ipertesi, in quanto potrebbe favorire l’ulteriore aumento della pressione arteriosa;
  2. ai pazienti che soffrono di tachicardia, in quanto potrebbe aumentare ulteriormente la frequenza dei battiti cardiaci;
  3. ai soggetti che sono affetti dalla sindrome dell’intestino irritabile o a coloro che sono affetti dalla patologia di Chron (l’infiammazione cronica dell’intestino), in quanto irrita ulteriormente l’apparato digerente.

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