dieta a zona come funziona e perchè fa dimagrire

La dieta a zona è un metodo alimentare messo a punto negli anni novanta dal biochimico americano Barry Sears, il quale a tal proposito scrisse il celebre volume “Enter the Zone” che è stato pubblicato in Italia col titolo “Come raggiungere la zona”. Questo regime dietetico ha riscosso un successo planetario, eguagliando quanto a popolarità, la dieta mediterranea e la dieta Dukan.

Dimagrire con la dieta a zona: una questione ormonale

La dieta a zona si prefigge di tenere sotto controllo la produzione di insulina da parte del pancreas, al fine di garantire all’organismo un perfetto equilibrio ormonale e il mantenimento del peso forma. Una quantità eccessiva di insulina, infatti, spinge le cellule a bruciare carboidrati piuttosto che proteine e grassi. L’alimentazione bilanciata del regime alimentare di Sears, invece, consente di smaltire i chili in eccesso, in quanto promuove l’eliminazione dei grassi. Questo metodo alimentare oltre a consentire il recupero e il mantenimento del peso forma, è anche in grado di incrementare i livelli di energia e di migliorare le condizioni di salute del soggetto.

Dieta a zona: principali caratteristiche

La strategia alimentare sviluppata dal dottor Sears si basa sull’equilibrio dei tre macronutrienti: carboidrati, proteine e grassi. In tal modo sarà possibile regolare la produzione dell’insulina, del glucagone e degli eicosanoidi, tre ormoni fondamentali per il benessere dell’organismo e per il raggiungimento del peso forma.

La dieta a zona, pertanto, è un regime alimentare assolutamente bilanciato e vario. Secondo questo metodo, infatti, in corrispondenza di ogni pasto, è necessario assumere le giuste dosi di carboidrati, proteine e grassi. I carboidrati consentiti, lo ricordiamo, sono quelli a basso indice glicemico (tutti i prodotti di origine integrale e la verdura), ovvero quelli che vengono rilasciati lentamente nel sangue e che, di conseguenza, non determinano un innalzamento eccessivo di insulina.

In particolare, secondo lo schema ideato dal biochimico Sears, bisognerebbe:

  1. assumere 9 grammi di carboidrati a basso indice glicemico per ogni 7 grammi di proteine;
  2. assumere 3 grammi di grasso per ogni 7 grammi di proteine.

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