Ribes nero: ecco tutti gli effetti benefici e le principali proprietà

Il ribes nero (Ribes nigrum o cassis) è una pianta officinale che appartiene alla famiglia delle Sassifragaceae e di cui si utilizzano foglie, bacche, semi e gemme. Coltivata perlopiù a scopo alimentare, essa è anche utilizzata in fitoterapia per il suo efficace potere antiossidante e disintossicante; inoltre il suo gemma-derivato è considerato uno dei più efficaci antistaminici presenti in natura.

Ribes nero: un toccasana per il nostro organismo

Va detto in primo luogo che il ribes nero è molto utile per contrastare in maniera efficace i malanni di stagione (raffreddore, stati febbrili, affezioni del cavo orale, ecc.), grazie ai suoi preziosi effetti anti infiammatori e antidolorifici. In questo caso si consiglia l’assunzione degli estratti delle gemme.

Come accennato in precedenza, il ribes è un efficace antistaminico naturale e, proprio per questo motivo, è assai utile per combattere le allergie (al polline, ai farmaci, ecc.) e le dermatiti. Questa proprietà, lo ricordiamo, è dovuta alla presenza di quercetina (un flavonoide, che appartiene al gruppo dei flavonoli).

Essendo in grado di stimolare il cortisolo (noto anche come ormone dello stress), il ribes nero funge anche da analgesico: è, infatti, in grado di ridurre la sintomatologia dolorosa a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Il ribes nero è anche un ottimo disintossicante per l’organismo: esso infatti, stimolando la diuresi e la pulizia del sangue, favorisce l’espulsione di scorie e tossine e dei liquidi in eccesso. Si tratta della soluzione ideale, dunque, in caso si voglia aderire a un programma detox per depurarsi dopo un periodo di eccessi alimentari.

Il ribes nero, infine, è in grado di migliorare le performance del microcircolo, prevenendo o contrastando il problema delle gambe gonfie, dei capillari fragili e delle emorroidi.

Controindicazioni del ribes nero

L’assunzione di ribes nero è sconsigliata:

  1. ai soggetti ipertesi, in quanto esso può interagire con la terapia farmacologica anticoagulante;
  2. a coloro che assumono regolarmente psicofarmaci;
  3. alle gestanti;
  4. alle donne che allattano;
  5. ai bambini di età inferiore ai 3 anni.

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